Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!

Statuto Fides et Ratio

PREMESSA

Se la cultura – come ricorda Giovanni Paolo II –  è “ciò per cui l’uomo, in quanto uomo, diventa maggiormente uomo” e se perciò questa cultura deve essere sempre “dell’uomo, a partire dall’uomo e per l’uomo, uno degli impegni prioritari della Chiesa è quello di affermare e promuovere tutto ciò che può contribuire a formarla e renderla lievito della società.

La testimonianza di questo impegno passa dalla necessità di far conoscere e dare visibilità, nelle sedi più idonee, a quanto si è fatto attraverso quei fondamentali veicoli di trasmissione del sapere che, anche in una società tutta tecnologica e computerizzata, restano ancora i libri.

Questo semplice e umile tentativo di promuovere la cultura si inserisce nel Progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana con lo scopo di trasmettere sempre meglio la fede, celebrarne il mistero, testimoniare la vita.

C’è ancora molta strada da percorrere per riuscire ad inserire la lettura di libri e altre iniziative culturali fra  le pratiche abituali di chiunque voglia vivere più consapevolmente la propria vita umana e cristiana. Non nel senso che ci sia bisogno di leggere e di essere colti per diventare santi, ma nel senso che la lettura offre un aiuto importante a chi vuole educarsi seriamente alla fede, allenarsi ad esercitarla e a farla crescere: in una parola, a chi vuol maturare come uomo e come cristiano per essere spiritualmente più ricco e culturalmente più preparato nell’annunciare il Vangelo e nel rendergli testimonianza.

Qui il discorso assume necessariamente una forte rilevanza pastorale. Generalmente, infatti, nelle parrocchie e nelle famiglie, si parla troppo poco di cultura come componente necessaria alla formazione religiosa e al progresso della vita spirituale. Segno che non c’è ancora una diffusa sensibilità per questo tema, e ciò spiega perché poi sia pastoralmente ancora marginale o insufficiente quanto si fa come opera di informazione e orientamento in questo campo.

D’altra parte, per gli stessi sacerdoti in cura d’anime la lettura di un libro e la preoccupazione culturale, rappresentano in genere un residuato: quello che cioè che rimane dopo aver fatto tutto il resto, quasi sempre più urgente e, in ogni caso, prioritario. E si sa che speso, nell’affannosa sequela di impegni quotidiani ad ogni ora, non c’è spazio per quella lettura distesa che sarebbe invece utile come momento di oasi e rigenerazione psico – fisica, spirituale e culturale insieme. In realtà il tempo destinato alla coltivazione di sé è anche tempo per il Signore e per gli altri; non può essere considerato un tempo “rubato”, ma solo un tempo messo da parte per essere subito restituito alla comunità come nuova ricchezza.

Se si è convinti di questo, diventa allora più facile il passo ulteriore: quello di capire l’importanza che può avere nella vita dei credenti la lettura di libri o altre iniziative culturali  che invitino a “pensare” la fede e a “pensare” la storia secondo una visione di fede. E che partendo da questa consapevolezza, si metta si metta poi in moto un’azione corale e metodica capace di favorire l’incontro con i libri e lo scambio di idee sulle realtà che essi rappresentano.

Questa umile lavoro di educazione, proposta e confronto permanente verrebbe così a soddisfare uno dei compiti pastorale più delicati e urgenti: aiutare l’uomo a rientrare in se stesso e a recuperare la propria interiorità, ma anche aiutarlo a leggere la realtà della Chiesa e del mondo con maturità cristiana, coscienza critica e umano equilibrio, all’interno di un universo multimediale nel quale tutto si spettacolarizza e si frantuma in tanti discorsi particolari, perdendo spesso di vista l’obbiettivo primario della verità.

Sembra allora di poter concludere dicendo che l’impegno pastorale in questo campo non può più apparire un lusso, ma rappresenta al contrario uno dei servizi essenziale che la Chiesa vuol attivare nelle sue nuove frontiere della testimonianza della fede e della carità. Un obbiettivo di largo respiro, per le sfide e le speranze di questo nuovo millennio.

La denominazione di Fides et ratio, mutuata dalla enciclica omonima, ci sembra la più idonea a sintetizzare lo scopo dell’iniziativa, convinti che  la fede e la ragione sono i migliori antidoti contro ogni forma di relativismo spinto e contro ogni forma di tentazione fondamentalista, mali di cui di cui soffre il mondo di oggi.


STATUTO

DENOMINAZIONE – SEDE – SCOPI

ART.  1 –  E’ costituita un’Associazione culturale di volontariato, denominata

Fides et ratio”,  con   sede in  Roggiano Gravina, via Vittorio Emanuele II, 375,

presso  la Parrocchia Regina Paradisi.

ART.  2 –  L’Associazione ha carattere popolare e non ha finalità di lucro.

ART. 3 – Essa ha il principale obiettivo di far conoscere, promuovere e diffondere, nel nostro territorio, la cultura cristiana, in dialogo con le altre posizioni culturali, nel circondario della Valle dell’Esaro e della Diocesi, nel contesto del Progetto Culturale, orientato in senso cristiano, della Chiesa Italiana, mediante i seguenti strumenti:

  1. La biblioteca parrocchiale;
  2. L’attività di ricerca, di didattica, di studio, convegni, conferenze, dibattiti, presentazione di libri, manifestazioni culturali e ricreative inquadrati nel contesto delle più ampie problematiche culturali e sociali della zona;
  3. La lettura e la discussione di libri, in forma periodica, da parte di  tutti i soci su argomenti da programmare ogni anno;
  4. La conoscenza e la tutela del patrimonio artistico e culturale della zona;
  5. L’educazione degli associati a queste finalità promovendo corsi di formazione;
  6. La pubblicazione di testi di divulgazione sul patrimonio artistico e culturale;
  7. L’avvio e l’utilizzo di strumenti e attività multimediali;
  8. Forme di volontariato e di solidarietà.

SOCI

ART.  4 -I soci possono essere: fondatori o ordinari. Sono soci fondatori quelli che figurano nell’atto costitutivo. Sono soci ordinari tutti coloro che intendono svolgere attività atte a promuovere le iniziative dell’associazione, accettandone le norme contenute nel presente statuto.

L’ammissione dei soci ordinari avviene tramite domanda  al Consiglio Direttivo.

ART.   5 –  Tutti i soci hanno l’obbligo:

  1. di versare la quota di adesione
  2. di osservare lo Statuto, il Regolamento e le delibere dell’Assemblea.

ART.  6 – Tutti i soci hanno diritto:

  1. a partecipare alle attività promosse dall’associazione;
  2. a partecipare alla elezione degli organi statutari.

ART.  7 –  La qualità di socio si perde per radiazione o espulsione deliberata a maggioranza assoluta dei presenti dell’Assemblea quando:

  1. il socio abbia compiuto atti che sono contro la morale cristiana o comunque incompatibili con lo scopo dell’Associazione;
  2. quando il socio non abbia osservato lo Statuto e i Regolamenti dell’Associazione.

ORGANI DIRETTIVI E AMMINISTRATIVI

ART.  8 –  Gli organi dell’Associazione sono:

  1. L’Assemblea dei soci;
  2. Il Consiglio Direttivo;
  3. Il Presidente dell’Associazione.

ART.  9 –  L’Assemblea è costituita da tutti i soci ed ha il compito di:

  1. Eleggere il Presidente dell’Associazione, l’Amministratore e i membri del Consiglio Direttivo;
  2. apportare modifiche al presente Statuto;
  3. discutere e approvare i bilanci preventivi e consuntivi;
  4. deliberare su tutte le questioni di ordine generale che riguardano l’andamento tecnico-amministrativo del Consiglio Direttivo;

ART.  10 –  L’Assemblea si riunisce in via ordinaria tre volte l’anno e , in via straordinaria, ogni

volta che è convocata dal Presidente o dai due terzi del Consiglio Direttivo.

ART.  11 –  Il Consiglio Direttivo è costituito:

  1. dal Presidente Onorario;
  2. dal Presidente dell’Associazione;
  3. dal Segretario Amministratore;
  4. da 4 Consiglieri
  5. da un Consulente ecclesiastico.

ART.  12 –  Spetta al Consiglio Direttivo:

  1. deliberare la convocazione dell’Assemblea e stabilire l’ordine delle relative sedute;
  2. presentare all’Assemblea il bilancio preventivo e consuntivo;
  3. promuovere, dirigere, sorvegliare l’attività dell’Associazione secondo le direttive generali stabilite dall’Assemblea dei soci;
  4. redigere un essenziale regolamento per concretizzare il lavoro programmato;

Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili per un ulteriore mandato.

ART.  13 – Il presidente dell’Associazione rappresenta l’Associazione. Egli ha il compito di:

  1. Nominare in seno al Consiglio Direttivo il vice-Presidente , il Segretario;
  2. Convocare l’Assemblea dei soci e coordinarne i lavori;
  3. In assenza del presidente le sue funzioni saranno assunte dal Vice-Presidente.

Dura in carica tre anni ed è rieleggibile per un ulteriore mandato.

ART.  14 –  Il Segretario

  1. a) Riceve e trasmette al Consiglio Direttivo le proposte di attività dell’Associazione e le
  2. b) richieste di ammissione di nuovi membri o della loro rimozione;
  3. c) E’ il responsabile dell’archivio, della corrispondenza e della amministrazione

PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE

ART.  15 – Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

  1. Dai contributi volontari dei soci;
  2. Dai contributi di Enti Pubblici e Privati;
  3. Dalle elargizioni e donazioni che possono legalmente pervenire all’Associazione.

ART. 16 –  L’Associazione, nell’espletamento delle sue funzioni, si avvale del fattivo contributo dei soci che svolgono la propria attività a titolo gratuito.

ART.  17 – In caso di scioglimento dell’Associazione tutti i beni  saranno devoluti in beneficenza secondo le disposizioni dell’Assemblea.

ART. 18 – Per quanto non contemplato nel presente Statuto si applicheranno le leggi vigenti in materia.


Parrocchia di Regina Paradisi | Via Vittorio Emanuele II, 87017 Roggiano Gravina CS | Tel.: 0984 502328
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